Ave Maria E Padre Nostro

Ammettiamolo, siamo onesti. Tutti, ma proprio tutti, abbiamo un rapporto… particolare con l’Ave Maria e il Padre Nostro. Non mentite!
Confessioni di una recitatrice occasionale
Ok, parto io. Da bambina, la parte che preferivo del Padre Nostro era la fine. Seriamente. “Libera nos a malo…” Suonava così epica, così drammatica! Mi sentivo quasi un supereroe che lottava contro un nemico invisibile. Il resto? Mah, un po’ noiosetto, diciamocelo.
L’Ave Maria, invece… Avevo (e forse ho ancora) un problema con “prega per noi peccatori”. Mi faceva sentire subito in colpa! Ma io non avevo fatto niente di male… forse. Insomma, una tragedia esistenziale per una bambina di sette anni.
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C’è da ammettere…
…che quando li recitiamo a velocità supersonica, durante la messa, è perché siamo presi da tutt’altro. Tipo: “Oddio, cosa preparo per cena?” oppure “Ma la parrucchiera mi ha rovinato i capelli!”. Vero?
E non parliamo di quando sbagliamo le parole. Panico! Ti senti gli occhi di tutti puntati addosso. Come se avessi commesso il peggior peccato della storia. Che poi, diciamocelo, a chi importa se al posto di “rimetti a noi i nostri debiti” dici “rimetti a noi le nostre patate”? L’importante è l’intenzione, no?

Un’opinione impopolare? Forse. Ma secondo me, il Padre Nostro dovrebbe avere un remix moderno. Magari in chiave rap? “Padre Nostro che sei nei cieli, chillin’ in paradise…” Ok, forse sto esagerando.
Quando il latino ci complica la vita
E poi c’è la versione in latino! “Pater noster, qui es in caelis…”. Ammettiamolo, quante volte abbiamo recitato la versione latina senza capire una parola? Tipo: “Bla bla bla, amen!”. Tanto, se lo dici con convinzione, funziona lo stesso, no?
Un altro momento di panico? Quando il prete cambia improvvisamente lingua e inizia a recitare in latino. A quel punto, l’unica cosa che ti resta da fare è mormorare qualcosa di incomprensibile e sperare che nessuno se ne accorga.

L’Ave Maria in latino poi, con quel “Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus…” sembra quasi una formula magica. Magari se la recitassimo ad alta voce, potremmo far sparire il traffico o trovare parcheggio facilmente! Ci proverò la prossima volta.
Concludendo… (o quasi)
Insomma, cari lettori, spero che questo piccolo viaggio tra l’Ave Maria e il Padre Nostro vi abbia strappato un sorriso. Che poi, in fondo, è quello che conta. Non prendiamoci troppo sul serio! Anche perché, ammettiamolo, tutti abbiamo avuto almeno una volta nella vita un momento “ho dimenticato le parole” durante la recita di queste preghiere.

E se vi sentite in colpa per aver pensato tutte queste cose… beh, c’è sempre tempo per recitare un’Ave Maria! (Magari senza sbagliare le parole, questa volta).
PS: Se qualcuno conosce un remix rap del Padre Nostro, mi faccia sapere. Sarebbe fantastico!
Un pensiero speciale va alla mia nonna. Lei sì che le recitava bene! “Ave Maria, piena di grazia…” Perfetta. Io, un disastro totale.
