Che Cos è L Eucaristia

Allora, parliamoci chiaro. L’Eucaristia. Che cos’è l’Eucaristia? Domanda da un milione di euro, no?
Pane e Vino, Mistero Divino… e un po’ di Noia, Ammettiamolo!
Diciamocelo sottovoce, senza farci sentire dal prete. A volte, l'Eucaristia è… beh, lunga. Molto lunga. Soprattutto se hai fame. E magari la predica è particolarmente… ispiratrice (cioè, ti sta facendo venire un sonno tremendo).
Poi arriva il momento. La campanella suona. Il prete alza l'ostia. Poi il calice. E tutti mormorano qualcosa. "Il corpo di Cristo… il sangue di Cristo…” Ok, ok, capito.
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Ma poi cosa succede veramente?
Ecco, qui casca l’asino! Ci dicono che il pane e il vino diventano realmente il corpo e il sangue di Gesù. Trasmutazione totale, cambio di sostanza. Roba da far impallidire un chimico!
E qui arriva la mia opinione unpopular, la confessione che forse mi costerà il Paradiso… ma devo dirla!

Io, sinceramente? Non ci capisco niente. Zero. Nada. Zip.
So che è sacrilego dirlo, ma a me il pane sembra sempre pane. E il vino… beh, il vino dipende dalla cantina della parrocchia. A volte è buono, a volte sembra aceto.
Non so voi, ma io non ho mai sentito un sapore di Gesù. Magari ho un palato poco sensibile. O forse sono troppo affamato per notare la differenza. Chissà!

E poi, scusate la domanda un po' impertinente: ma se diventano veramente corpo e sangue, quante calorie ha un’ostia? E il vino, fa male al fegato come il normale vino?
Simbolo Potente o Mera Tradizione?
Non fraintendetemi. Non sto dicendo che l’Eucaristia è inutile. Anzi! Credo che sia un momento importante. Un momento per riflettere, per sentirsi parte di una comunità, per ricordare Cristo.
Forse, per me, è più un simbolo potente che una trasformazione magica. Un po’ come quando si brinda con un bicchiere di spumante: non è tanto il sapore, ma il significato che ci mettiamo dentro.

Magari è solo che la mia mente è troppo pragmatica. Preferisco le cose concrete. Tipo una pizza fumante o un piatto di pasta alla carbonara. Che, diciamocelo, riempiono lo stomaco molto meglio di un’ostia.
Però, ecco, ci provo. Mi sforzo. Ascolto le parole del prete, canto i canti (stonando, ovviamente), e cerco di credere.
Perché, in fondo, magari il mistero è proprio questo: credere anche quando non si capisce. E accettare che certe cose… beh, certe cose rimarranno sempre un po’… misteriose.

E magari, un giorno, riuscirò a sentire veramente il sapore di Gesù nell’ostia. O magari no. Ma nel frattempo, mi godo il momento. E spero che, dopo la messa, ci sia un bel rinfresco.
Perché, diciamocelo ancora una volta, dopo tutta questa spiritualità… un panino con la mortadella non fa mai male!
"Fate questo in memoria di me." – Gesù
