Cottolengo Piccola Casa Della Divina Provvidenza

Ok, lo ammetto. Ho una debolezza. Anzi, una cotta. E non parlo del vicino di casa (per ora!). Parlo del Cottolengo. Lo so, lo so, detto così sembra un po' strano. Tipo, chi si innamora di un... istituto? Io, evidentemente. E preparatevi, perché ho anche un'opinione impopolare a riguardo.
Un'opinione impopolare? Sul Cottolengo? Seriamente?
Sì. E riguarda il nome. "Piccola Casa della Divina Provvidenza". Troppo lungo. Troppo... serioso. Sentite, capisco l'intento. Voleva esprimere la fiducia nella Divina Provvidenza che sosteneva l'opera di San Giuseppe Benedetto Cottolengo. Bellissimo! Ma diciamocelo, chi si ricorda tutto 'sto popò di roba?
Immaginatevi di dover spiegare a un bambino dove state andando. "Andiamo alla... Piccola... Casa... della... Divina... Provvidenza." A quel punto, il bambino è già scappato a giocare con le formiche!
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Secondo me, servirebbe un rebranding. Qualcosa di più catchy. Tipo... "Casa Sorriso". Oppure "Il Nido di Giuseppe". O, ancora meglio, "Cottolengo & Co."! Lo so, forse sono un po' irriverente. Ma pensateci: non attirerebbe più gente? Magari anche qualche donatore in più?
Ma al di là del nome...
Parliamoci chiaro. Quello che fa il Cottolengo è straordinario. Accoglie chi è fragile, chi ha bisogno di aiuto, chi è stato dimenticato da tutti. E lo fa con amore, con dedizione, con una pazienza infinita. E questo, amici miei, è un atto di eroismo quotidiano. Un'inversione di tendenza rispetto al "mors tua vita mea" che spesso sembra dominare il mondo.

Ricordo di aver letto una storia di San Giuseppe Cottolengo. Praticamente, si trovava sempre senza soldi, ma continuava ad accogliere persone bisognose. E, incredibilmente, i soldi arrivavano sempre, come per magia. Io, se fossi stato al suo posto, sarei stato divorato dall'ansia! Lui no. Aveva una fiducia incrollabile. Un vero santo, insomma.
E non è solo una questione di carità. Al Cottolengo si crea una vera e propria famiglia. Le persone che ci lavorano non sono semplici impiegati, sono angeli custodi. E gli ospiti non sono numeri, sono persone con una storia, con un nome, con una dignità.
Ecco perché, al di là del nome un po' prolisso, il Cottolengo mi fa impazzire. Perché è un'isola felice in un mare di indifferenza. E perché ci ricorda che, alla fine, la cosa più importante è prendersi cura gli uni degli altri.

Quindi, la mia opinione impopolare? Il nome va svecchiato. Ma l'opera... quella è perfetta così come è. Anzi, di più. È un esempio da seguire. E se anche voi siete d'accordo con me, fatevi sentire! Magari riusciamo a convincere qualcuno a cambiare quel benedetto nome!
"La carità è il distintivo del cristiano." - San Giuseppe Benedetto Cottolengo
