Credo In Unum Deum Testo Latino

Confessione: a me il "Credo in unum Deum" in latino... non fa impazzire. Lo so, lo so, preparate i pomodori. Ma prima, sentitemi.
Quando ero piccolo, in chiesa, quel momento arrivava. L'organo tuonava. Tutti si alzavano in piedi con un'aria mistica. E partiva: "Credo in unum Deum, Patrem omnipotentem..." Io, onestamente? Capivo poco. O niente.
Il Fascino Innegabile (Ma...!)
Certo, c'è qualcosa di magico nel latino. Suona antico, solenne, quasi... potente. Ti fa sentire parte di una tradizione millenaria. Un po' come quando vedi un film in bianco e nero e ti senti subito "cultura". Ammetto, ha il suo je ne sais quoi.
Must Read
E poi, diciamocelo, recitarlo tutti insieme, a voce alta, crea una certa unità. Un senso di appartenenza. Un po' come cantare l'inno nazionale allo stadio. O gridare il tuo grido di battaglia (il mio è "Pizza per tutti!").
Il Problema Pratico (Almeno per Me)
Però... però ecco il punto. Se non capisco quello che dico, quanto vale? Non è come ascoltare una bella canzone in una lingua che non conosco. Lì mi godo la melodia, il ritmo, l'atmosfera. Ma qui si tratta di fede! Di affermare le cose in cui credo (o dovrei credere).

Mi sembra un po' come ordinare un piatto al ristorante senza aver letto il menù. Magari è buonissimo, ma non so cosa sto mangiando! E se poi mi accorgo che c'è il coriandolo (il mio nemico giurato!)? Un disastro.
Forse sono troppo pragmatico. Forse mi manca la sensibilità per cogliere la bellezza intrinseca delle parole latine. Forse, e qui lo dico sottovoce, preferisco capirci qualcosa.

Non fraintendetemi! Rispetto profondamente la tradizione. Rispetto chi trova conforto e ispirazione in quelle parole antiche. Ma io, nel mio piccolo, preferisco ascoltare e recitare il Credo in italiano. Così, almeno, so di cosa sto parlando (e se sono d'accordo con quello che sto dicendo!).
E poi, ammettiamolo, la versione in italiano è molto più facile da imparare a memoria! Nessuno vuole fare la figura di quello che borbotta a caso durante la messa, no?

"Et incarnatus est de Spiritu Sancto ex Maria Virgine, et homo factus est..." Ok, bello. Ma che significa esattamente?
Quindi, ecco la mia opinione impopolare: viva il Credo, ma (per me) meglio in italiano. Che poi, alla fine, l'importante è credere, no? Non importa in che lingua lo diciamo. O forse sì? Fatemi sapere cosa ne pensate!

Magari sono solo io. Magari sono l'unico a sentirsi così. Ma se anche tu hai mai avuto un piccolo dubbio sul latino liturgico, sappi che non sei solo. Siamo un piccolo esercito silenzioso, armato di vocabolari e buona volontà (e forse anche un po' di pigrizia).
E se poi, durante la messa, mi scappa ancora un "Et unam sanctam catholicam et apostolicam Ecclesiam" a caso? Beh, pazienza. L'importante è crederci, no?
Anzi, la prossima volta provo a dirlo in dialetto. "Credo in un dio solo, fattorino del cielo..." No, forse è meglio di no.
