E Il Verbo Si Fece Carne

Ok, lo ammetto. Ho un’opinione un po’…boh…controcorrente. Diciamo che mi fa venire un po’ di prurito quando sento pronunciare “E il Verbo si fece carne”. Non fraintendetemi! Non è che non ci creda (forse?). Ma, ragazzi, quanto è pomposa ‘sta frase?
Sembra sempre che qualcuno stia per annunciare la fine del mondo o, peggio, che stia per iniziare una conferenza di filosofia di tre ore. E sinceramente, dopo una giornata passata a litigare con il Wi-Fi e a cercare di capire perché l’impasto della pizza non lievita, l’ultima cosa che voglio è un’altra dose di solennità.
Sia chiaro, rispetto il significato profondo che si cela dietro queste parole. Anzi, lo trovo meraviglioso. L’idea che l’infinito si sia incarnato nel finito, che l’eterno si sia fatto temporale…è potente. Ma forse, dico forse, si potrebbe esprimere in modo un po’ più…leggero?
Must Read
Un Problema di Marketing?
Mi spiego meglio. Immaginate di essere Dio (un lavoro faticoso, lo so). Avete un messaggio importantissimo da comunicare all’umanità. Un messaggio di amore, di speranza, di redenzione. Usate “E il Verbo si fece carne”? Seriamente? Non c’era un team di marketing disponibile in Paradiso? Un bravo copywriter? Qualcuno che potesse trovare un slogan un po’ più accattivante?
Tipo… “Dio scende in Terra: Promozioni Speciali sull’Amore!” o “L’Infinito si fa Umano: Edizione Limitata!” Magari sarebbe stato un po’ più efficace. (Forse no, in fondo non so gestire un team di marketing, ma ci ho provato!)

Alternative ironiche (ma con rispetto)
Ecco, mi immagino già le alternative: "Dio ha messo su casa qui!", "L'infinito è diventato mortale" oppure il mio preferito "Ok, raga, ci sono anch'io!". Ovviamente scherzo. Non voglio mancare di rispetto a nessuno. È solo che…boh…mi sembra un po’ come usare un cannone per sparare a una mosca.
Cioè, capiamoci, se dovessi descrivere il mio weekend ideale, “E il Verbo si fece carne” non sarebbe esattamente la frase che userei. Preferirei qualcosa tipo “E il divano si fece mio” o “E la pizza si fece divorare”. Molto più relatable, no?
E poi, diciamocelo, quante volte abbiamo sentito questa frase senza davvero pensarci su? Diventa quasi un automatismo. Un po’ come quando cantiamo “Tanti auguri” senza sapere a chi stiamo facendo gli auguri. Per non parlare poi di quante volte sbagliamo ad intonare "Exultet"...

Un Appello all’Umorismo Sacro
Forse, e sottolineo FORSE, dovremmo provare a guardare queste cose con un po’ più di leggerezza. Non significa sminuire il sacro, intendiamoci. Anzi! Forse significa renderlo più accessibile, più umano, più…divertente.
Perché, alla fine, la fede dovrebbe anche farci sorridere, no? Dovrebbe anche portarci un po’ di gioia, un po’ di spensieratezza. Non solo solennità e sermoni infiniti. Soprattutto niente omelie di Don Pippo che durano due ore!.

Quindi, la prossima volta che sentite pronunciare “E il Verbo si fece carne”, prendetevi un momento. Sorridete. Pensate a qualcosa di bello. E magari, trovate un modo per esprimerlo in modo un po’ più… vostro. Un po’ più…pop. Un po’ più…pizza.
E se poi il team di marketing divino mi vuole contattare per qualche idea, sono sempre disponibile! (Tariffe modiche, promesso!).
