Eric Berne A Che Gioco Giochiamo

I "giochi psicologici", un concetto centrale nell'analisi transazionale sviluppata da Eric Berne, si riferiscono a sequenze ripetitive e prevedibili di interazioni umane che nascondono motivazioni nascoste e portano a risultati negativi o spiacevoli per tutti i partecipanti. In sostanza, sono schemi di comunicazione disfunzionali che utilizziamo, spesso inconsciamente, per ottenere una qualche forma di convalida o per evitare intimità autentica.
Che cosa sono i Giochi Psicologici?
Un gioco psicologico non è un passatempo innocuo. Si tratta di una serie di transazioni (scambi comunicativi) apparentemente logiche e ragionevoli, che però nascondono un secondo livello, un ulterior motive. Questi giochi si basano su convinzioni disfunzionali che abbiamo su noi stessi, sugli altri e sul mondo. La struttura base di un gioco include:
- Esca (Con): Un'azione o una comunicazione iniziale che invita l'altro a partecipare al gioco.
- Punto Debole (Gimmick): La vulnerabilità dell'altro che viene sfruttata.
- Risposta (Response): La reazione dell'altro alla provocazione.
- Scambio (Switch): Un cambiamento inaspettato nei ruoli e nelle emozioni.
- Risultato (Payoff): Il sentimento negativo finale che conferma la convinzione disfunzionale.
Perché i Giochi Psicologici sono Importanti?
Comprendere i giochi psicologici è cruciale perché ci aiuta a riconoscere e interrompere schemi relazionali dannosi. Eric Berne, nel suo libro "A che gioco giochiamo", evidenzia come questi giochi limitino la nostra capacità di stabilire relazioni autentiche e soddisfacenti. Impediscono la vera intimità e l'espressione genuina dei nostri bisogni e desideri.
Must Read
"I giochi sono una serie di transazioni ulteriori, ripetitive, solitamente inconsce, che conducono a un risultato ben definito, e di solito spiacevole." - Eric Berne
Il costo dei giochi psicologici è alto: perdita di tempo, energia, relazioni danneggiate, sentimenti di frustrazione e rabbia, e rafforzamento di convinzioni negative su noi stessi e sugli altri.
I Giochi Psicologici nella Vita Scolastica e Studentesca
L'ambiente scolastico, con le sue dinamiche complesse tra studenti, insegnanti e personale, è un terreno fertile per i giochi psicologici. Ecco alcuni esempi:

Giochi tra Studenti
Un classico è il gioco del "Cercaguai" ("Kick Me"). Uno studente si comporta in modo provocatorio, aspettandosi una punizione o una reazione negativa. Il con è il comportamento fastidioso; il gimmick è la tendenza degli altri a reagire; lo switch è la lamentela dello studente punito ("È sempre colpa mia!"); il payoff è la conferma della sua convinzione di essere vittima.
Giochi tra Studenti e Insegnanti
Il gioco del "Perché non... Sì, ma..." ("Why Don't You... Yes, But...") è comune. Uno studente si lamenta di un problema (es. difficoltà in una materia), l'insegnante offre una soluzione, ma lo studente la rifiuta con un "Sì, ma...". Il gioco continua finché l'insegnante si arrende, confermando la convinzione dello studente di essere incapace di risolvere il problema.

Come Interrompere i Giochi
Il primo passo è riconoscere il gioco. Diventa consapevole degli schemi ripetitivi nelle tue interazioni. Domandati: "Cosa sta succedendo veramente qui? Qual è il risultato prevedibile di questa interazione?".
Una volta riconosciuto il gioco, puoi interromperlo cambiando il tuo comportamento. Non cadere nella provocazione (non "abboccare" all'esca). Rispondi in modo inaspettato, offrendo una prospettiva diversa o rifiutando di partecipare al ruolo previsto. Ad esempio, se uno studente cerca di provocarti con il gioco del "Cercaguai", invece di reagire con rabbia, mantieni la calma e offri un feedback costruttivo.
Infine, lavora sulle tue convinzioni disfunzionali. Chiediti: "Quali sono le credenze su me stesso, sugli altri e sul mondo che mi portano a partecipare a questi giochi?". Sfidare queste credenze e sostituirle con pensieri più positivi e realistici è fondamentale per liberarsi dai giochi psicologici e costruire relazioni più autentiche e soddisfacenti.
