Iglesia De Santa María De La Paz

Allora, parliamoci chiaro, gente. Roma è piena zeppa di chiese. Una più bella dell'altra. Ma ce n'è una che, secondo me (e qui mi gioco l'amicizia di molti), è un po' sottovalutata: l'Iglesia de Santa María de la Paz.
Un'oasi di tranquillità (relativa)
Sì, lo so. Dico "tranquillità" e "Roma" nella stessa frase. Un ossimoro, direte voi. E forse avete ragione. Però, credetemi, una volta varcata la soglia della chiesa, l'atmosfera cambia. Certo, ci saranno sempre i turisti armati di selfie stick, ma rispetto al caos di Piazza Navona (a due passi!), sembra di essere in un'altra dimensione.
Raffaello e il suo capriccio
Parliamoci chiaro: una delle ragioni per cui la gente va a Santa Maria della Pace è per ammirare l'affresco di Raffaello. La Sibille e gli Angeli. Ed è giustamente famoso. Però, confessiamolo, chi di noi non ha pensato almeno una volta: "Ok, bello, ma quanto tempo ci ha messo a farlo?". Immagino Raffaello che sbotta: "Michelangelo, tu fai il soffitto della Sistina, io mi diverto con le Sibille!". Ah, gli artisti!
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E poi c'è la questione del chiostro. Il chiostro del Bramante. Elegante, armonioso, perfetto... ma, ragazzi, è un chiostro! Ho visto dei chiostri che mi hanno fatto venire un languorino di aperitivo. Questo no. Sarà che preferisco un chiostro con vista sul Colosseo e una spritz in mano? Probabile.

"L'arte è bella, ma la fame è una brutta bestia", diceva sempre mia nonna.
Un tesoro nascosto? Forse...
Non fraintendetemi, Santa Maria della Pace è una chiesa bellissima. Ha delle cappelle laterali che sono dei piccoli gioielli. Le sculture, gli affreschi, i dettagli... tutto è curato nei minimi particolari. Ma è come se le mancasse quel guizzo, quella scintilla che la farebbe spiccare tra le mille altre meraviglie di Roma.
Forse è proprio questa sua "normalità" a renderla affascinante. Non è un'attrazione turistica da spuntare dalla lista. È un luogo dove puoi entrare per un attimo di quiete, ammirare l'arte senza sentirti sopraffatto dalla folla, e magari, perché no, accendere una candela e fare una riflessione (o semplicemente controllare le notifiche sul telefono, lo ammetto).
E poi, diciamocelo, dopo aver visto Raffaello, ti puoi sempre consolare con un gelato da Giolitti. Che, secondo me, è un'opera d'arte a tutti gli effetti. Un'opinione impopolare? Forse sì. Ma il palato non mente mai!
Quindi, la prossima volta che siete a Roma, fate un salto a Santa Maria della Pace. Ammirate Raffaello, fate un giro nel chiostro, e poi andatevi a prendere un gelato. Non ve ne pentirete. Promesso (o quasi).
