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Non Ti Curar Di Loro Ma Guarda E Passa


Non Ti Curar Di Loro Ma Guarda E Passa

Fratelli e sorelle in Cristo, oggi contempliamo una frase che risuona attraverso i secoli, un consiglio che sfida l'anima e invita a una riflessione profonda: "Non ti curar di loro, ma guarda e passa."

Queste parole, attribuite al sommo poeta Dante Alighieri nella sua immortale Divina Commedia, e precisamente nel terzo canto dell’Inferno, all'ingresso ove sostano le anime degli ignavi, sono molto più di un semplice verso poetico. Esse rappresentano un principio spirituale potente, una guida per navigare le acque spesso tempestose della vita terrena. Sono un invito a concentrarsi sull'essenziale, sull'Eterno, e a non lasciarsi distrarre dalle voci e dalle azioni che cercano di allontanarci dal cammino tracciato da Dio.

L'Eco nelle Scritture

Come ogni verità profonda, questo consiglio trova risonanza nelle Sacre Scritture. Pensiamo alle parole dell'apostolo Paolo ai Filippesi (3:14): "Dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti, corro verso la mèta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù."

Paolo ci esorta a non rimanere intrappolati nel passato, nelle critiche, nelle offese ricevute, ma a guardare avanti, con gli occhi fissi su Cristo, la nostra mèta ultima. Il "guarda e passa" diventa quindi un "dimentica e prosegui" guidato dalla fede e dall'amore per il nostro Salvatore.

Allo stesso modo, il Salmo 1 ci offre un'immagine vivida dell'uomo beato che "non si siede in compagnia degli schernitori". Chi è ancorato alla parola di Dio non si lascia influenzare dalla negatività e dalle distrazioni del mondo. Egli sceglie di nutrire la propria anima con la verità e la giustizia, e di conseguenza, prospera.

Non ti curar di loro, ma guarda e passagli sopra con la macchina. Dante
Non ti curar di loro, ma guarda e passagli sopra con la macchina. Dante

Le parole di Gesù nel Vangelo ci ricordano che il mondo ci odierà perché non siamo del mondo (Giovanni 15:19). Aspettiamoci dunque opposizione e incomprensione. Il "Non ti curar di loro" non significa indifferenza verso il prossimo, bensì la sapienza di non permettere che l'odio altrui spenga la luce di Cristo in noi. Significa mantenere la purezza del cuore e la fermezza nella fede, nonostante le avversità.

Ignorare o Discernere?

È cruciale comprendere che il "Non ti curar di loro" non è un invito all'indifferenza o alla superbia. Non si tratta di chiudere gli occhi di fronte alle sofferenze del mondo o di ignorare i bisogni dei nostri fratelli e sorelle. Piuttosto, è un appello al discernimento. Dobbiamo saper distinguere le voci che ci elevano verso Dio da quelle che ci trascinano verso il basso. Dobbiamo avere la saggezza di riconoscere quando è necessario rispondere con amore e compassione, e quando invece è più saggio allontanarsi da situazioni tossiche o persone che cercano di minare la nostra fede.

Non ti curar di loro ma guarda e passa. Poi metti la retromarcia e
Non ti curar di loro ma guarda e passa. Poi metti la retromarcia e

Gesù stesso ci ha insegnato a essere "prudenti come serpenti e semplici come colombe" (Matteo 10:16). Dobbiamo essere consapevoli delle insidie del mondo, ma allo stesso tempo mantenere un cuore puro e sincero. Il "guarda e passa" diventa allora un atto di autoprotezione spirituale, una scelta consapevole di preservare la nostra anima dalle influenze negative.

Un esempio biblico illuminante è la storia di Neemia. Mentre ricostruiva le mura di Gerusalemme, fu costantemente ostacolato da Sanballat e Tobia, che cercavano di screditarlo e intimidirlo. Neemia, pur consapevole dei loro piani malvagi, non si lasciò distrarre dal suo compito. Continuò a lavorare con diligenza e fede, confidando in Dio per la protezione e la guida. Il suo "Non ti curar di loro" si tradusse in una ferma determinazione a compiere la volontà di Dio, nonostante l'opposizione.

Non Ragioniam di loro ma Guarda e passa - Dante 700 - Canto III Inferno
Non Ragioniam di loro ma Guarda e passa - Dante 700 - Canto III Inferno

Lezioni per la Vita Quotidiana

Come possiamo applicare questo principio nella nostra vita quotidiana? Ecco alcuni spunti di riflessione:

  • Resistere alla tentazione del pettegolezzo: Quante volte siamo tentati di partecipare a conversazioni inutili o dannose, che alimentano la negatività e la discordia? Impariamo a dire di no, a cambiare argomento, a allontanarci da situazioni che non edificano. Scegliamo di parlare di ciò che è buono, giusto e vero, portando luce e speranza nel mondo.
  • Perdonare le offese: Quando siamo feriti o traditi, è naturale provare rabbia e risentimento. Ma il perdono è un atto di liberazione, sia per chi lo concede che per chi lo riceve. Scegliendo di perdonare, ci liberiamo dal peso del rancore e apriamo il nostro cuore alla guarigione e alla pace. Il "guarda e passa", in questo contesto, significa non rimanere intrappolati nel passato, ma andare avanti, rinnovati dalla grazia di Dio.
  • Ignorare le critiche non costruttive: Tutti noi siamo vulnerabili alle critiche, ma non tutte le critiche sono utili. Impariamo a discernere tra le critiche costruttive, che ci aiutano a crescere e migliorare, e quelle distruttive, che mirano solo a umiliarci e scoraggiarci. Le critiche non costruttive vanno ignorate. Concentriamoci sulle nostre forze e sui nostri obiettivi, confidando nel nostro valore agli occhi di Dio.
  • Concentrarsi sulla propria missione: Dio ha un piano unico e speciale per ciascuno di noi. Scopriamo qual è la nostra vocazione e dedichiamoci ad essa con tutto il nostro cuore, la nostra mente e le nostre forze. Non lasciamoci distrarre dalle ambizioni altrui o dalle aspettative del mondo. Seguiamo la voce di Dio e realizziamo il nostro pieno potenziale.
  • Coltivare la vita interiore: La nostra forza spirituale nasce dal nostro rapporto con Dio. Dedichiamo del tempo alla preghiera, alla lettura delle Scritture, alla meditazione. Nutriamo la nostra anima con la verità e l'amore di Dio, in modo da essere in grado di affrontare le sfide della vita con fede e coraggio.

Fratelli e sorelle, il cammino della fede non è sempre facile. Ci saranno momenti di dubbio, di paura, di scoraggiamento. Ma ricordiamoci sempre delle parole di Gesù: "Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Matteo 28:20). Affidiamoci alla sua grazia, seguiamo la sua guida, e non temiamo le voci del mondo. "Non ti curar di loro, ma guarda e passa", con gli occhi fissi su Cristo, la nostra speranza e la nostra salvezza.

Che la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodisca i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù. Amen.

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