Porta Santa A San Pietro

Allora, parliamoci chiaro, eh? Questa storia della Porta Santa a San Pietro... diciamo la verità, a volte mi fa venire un po' di mal di testa.
Entrare o non entrare? Questo è il problema.
Ogni volta che c'è un Giubileo (che poi, diciamocelo, ne fanno sempre di più, quasi quasi diventano annuali!), si apre questa benedetta porta. E tutti, ma proprio tutti, corrono a Roma. Come se improvvisamente entrare da quella porta ti cancellasse la lista della spesa dimenticata o la figuraccia fatta alla cena di Natale. Io non so voi, ma a me 'sta cosa mi fa un po' sorridere.
Non fraintendetemi! Il significato spirituale è importantissimo. La tradizione, il perdono... tutto bellissimo! Ma poi ti ritrovi in mezzo a una folla oceanica, spintoni a destra e a sinistra, gente che urla... e lì, la spiritualità va un po' a farsi benedire, diciamocelo.
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La fila... l'incubo di ogni pellegrino (e non solo).
Ma vogliamo parlare della fila? Ore e ore di fila! Sotto il sole cocente o sotto la pioggia battente (tanto a Roma piove sempre quando meno te lo aspetti). E poi, alla fine, passi davanti a questa porta... e BAM! Fatto. Sei purificato. Ma davvero?
Io mi chiedo: non sarebbe più spirituale starsene a casa, in santa pace, a riflettere sui propri peccati con calma? Magari leggendo un buon libro o facendo volontariato? Boh, forse sono io che sono strana. Ma questa corsa alla Porta Santa mi sembra un po' una "corsa all'assoluzione facile".

Poi, certo, capisco il fascino di San Pietro. È un posto incredibile, pieno di storia e di arte. E l'emozione di entrare è indescrivibile. Però, ecco, magari senza tutta quella calca... sarebbe meglio, no?
Un'opinione (forse) impopolare.
E adesso arriva la mia opinione, quella che probabilmente mi farà odiare da metà del mondo. Ma io la dico lo stesso: forse, e dico forse, la Porta Santa è un po' sopravvalutata. Cioè, capiamoci: è un simbolo. Un bel simbolo. Ma non è che se non ci passi davanti sei automaticamente dannato all'inferno, no?

Forse, invece di concentrarci tanto sul gesto fisico, dovremmo concentrarci di più sul significato interiore. Sulla vera e propria ricerca del perdono e della redenzione. Insomma, non è la porta che ti salva, ma quello che fai tu dopo.
E poi, diciamocelo, se tutti stessero a casa a meditare, forse ci sarebbe meno traffico a Roma. E questo, cari miei, sarebbe un miracolo ancora più grande!

"La fede è un viaggio, non una destinazione." (Qualcuno di molto saggio, probabilmente)
Quindi, la prossima volta che sentite parlare della Porta Santa, magari pensateci un attimo. Chiedetevi cosa significa davvero per voi. E poi, fate quello che vi sentite di fare. Ma senza farvi prendere troppo dalla frenesia. Perché, alla fine, la cosa più importante è stare bene con se stessi. E magari, trovare un parcheggio facile a Roma. Che, diciamocelo, è un'impresa quasi impossibile.
