Preghiera Antica Allo Spirito Santo

Ammettiamolo, amici. A volte, quando sento recitare la Preghiera Antica allo Spirito Santo, mi viene un leggero attacco di panico.
Un tuffo nel passato (con qualche dubbio)
Parliamoci chiaro: è bella. Solenne. Intrisa di storia. Fa sentire subito catapultati indietro nel tempo, in una chiesa illuminata da candele tremolanti. Quasi quasi ti aspetti di vedere un monaco amanuense spuntare da dietro l'altare.
Però...
Però, c'è un però. Non so voi, ma a me a volte sembra un po'… eccessiva. Un po' troppo formale. Un po' come vestirsi in frac per andare a comprare il pane.
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Sia chiaro, rispetto profondamente la tradizione. E non voglio certo mancare di rispetto a chi trova conforto e ispirazione in questa preghiera. Ma, ditemi, sono l'unico a pensare che a volte lo Spirito Santo si meriti un approccio un po' più… rilassato?
Lo Spirito Santo: un amico, non un re
Io me lo immagino come un amico saggio e spiritoso, pronto a darti un consiglio, ma senza prendersi troppo sul serio. Qualcuno con cui puoi chiacchierare apertamente, senza usare necessariamente un linguaggio aulico e desueto.

Forse è questa l'opinione impopolare: non credo che lo Spirito Santo voglia sentirsi chiamare continuamente "Luce increata, Fonte di sapienza, Dispensatore di doni". Magari preferirebbe sentirsi dire semplicemente: "Ehi, Spirito, ho bisogno di una mano. Che ne pensi?"
So che suona un po' irriverente, ma pensateci. Gesù stesso ha detto di rivolgersi a Dio come a un Padre. Un padre, non un imperatore.

Naturalmente, ci sono momenti in cui il linguaggio formale è appropriato. Quando siamo in chiesa, durante una liturgia, è giusto seguire le tradizioni. Ma nella nostra preghiera personale, non dovremmo sentirci liberi di usare le parole che ci vengono più naturali?
L'importanza di essere autentici
Credo che la cosa più importante sia l'autenticità. Se la Preghiera Antica ti tocca il cuore, benissimo. Continua a recitarla. Ma se ti senti un po' a disagio, non forzarti. Trova un modo di comunicare con lo Spirito Santo che sia più in linea con la tua sensibilità.

"La preghiera è il respiro dell'anima."
E il respiro, si sa, deve essere libero e spontaneo.
Forse è un'eresia, lo ammetto. Ma preferisco una preghiera un po' "sgrammaticata" ma sincera, piuttosto che una filastrocca recitata a memoria, senza coinvolgimento emotivo. Voi che ne pensate?
E se proprio volete continuare a recitare la Preghiera Antica, nessun problema. Fate pure. Io, intanto, vado a ber un caffè con lo Spirito Santo. Magari gli offro anche un cornetto. Chissà, magari gli piace!
