Preghiera Confesso E Atto Di Dolore

Ammettiamolo, gente. A volte, in chiesa, mi sento un po'… spaesato. Specialmente quando partono con il Confesso.
“Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli…” Boom! Partenza a razzo. E io lì, a cercare di capire se ho spento il gas a casa.
Il Confesso: un esame di coscienza turbo
Non fraintendetemi, l'idea è nobile. Fare un mea culpa generale, ammettere le nostre magagne. Ma diciamocelo, chi si ricorda TUTTO quello che ha fatto di male dall'ultima volta?
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Io, di solito, mi fermo a: “Ehm… ho pensato male di quella signora che spingeva il carrello troppo lento al supermercato?” È sufficiente per l'assoluzione generale?
Un piccolo momento di panico liturgico
Poi arriva la parte in cui ci battiamo il petto. Forte. Come se stessimo cercando di espellere un'oliva andata di traverso.

E lì, il panico. Troppo forte? Troppo piano? Devo sembrare davvero contrito o solo vagamente dispiaciuto di aver mangiato l'ultimo pezzo di torta?
Un consiglio non richiesto: moderatevi. A meno che non abbiate davvero commesso chissà quale atrocità, un battito di petto delicato è più che sufficiente. Fidatevi.
L'Atto di Dolore: un dramma in miniatura
Ah, l'Atto di Dolore. Un vero e proprio concentrato di contrizione.

Ricordo da bambino, cercavo di impararlo a memoria. Impresa titanica! Tutte quelle parole difficili, quelle promesse solenni… Mi sembrava di firmare un contratto a vita.
E poi, onestamente, chi è che si ricorda la formula precisa? Io, di solito, improvviso. Qualcosa tipo: "Signore, mi dispiace un sacco per tutto quello che ho fatto. Prometto di essere un pochino più bravo. Più o meno."
Funziona lo stesso? Spero di sì.

"O mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati..."
Ok, ammetto che la versione originale ha un certo fascino drammatico. Ma è un po'… impegnativa.
Un'altra cosa: "perché ho offeso Te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa". Ecco, qui mi sento un po' in colpa. Davvero LO amo sopra ogni cosa? Forse dopo il tiramisù. E il divano dopo una lunga giornata.
Conclusione (forse un po' irriverente)
Insomma, non voglio mancare di rispetto a nessuno. So che queste preghiere hanno un significato profondo per molte persone.

Ma, a volte, mi sembra che siano un po'… fuori dal tempo. Forse avremmo bisogno di una versione 2.0, più adatta alla nostra vita moderna, fatta di notifiche push e serie TV in streaming.
Un Confesso che includa: "Confesso di aver speso troppo tempo sui social media" o un Atto di Dolore per aver lasciato i calzini sporchi in giro per casa.
Chissà, forse un giorno la Chiesa ascolterà le mie preghiere… o forse mi scomunicheranno. In ogni caso, continuate a battervi il petto. Piano, però!
