Preghiera Per Gli Studenti Universitari

Ah, la vita universitaria! Pizza a tarda notte, esami che incombono come nuvole temporalesche, e la perpetua ricerca di una presa di corrente per caricare il telefono. Tra un caffè corretto e l'altro, spesso ci dimentichiamo di una cosa: la preghiera. Sì, avete capito bene. Non parlo di quella preghiera formale, da inginocchiatoio (anche se, oh, se funzionasse per passare analisi matematica!), ma di una preghiera universitaria, personalizzata, che sa di ansia, speranza, e un pizzico di disperazione comica.
Dimenticatevi il latino e le formule complesse. Qui si parla della preghiera dello studente che sta per aprire il libro di testo che non ha mai visto prima e sussurra: "Oh, universo, fammi sembrare che so qualcosa!". Della preghiera dello studente che ha dimenticato di mettere la sveglia e implora il cielo di farlo arrivare in tempo all'esame. Della preghiera dello studente che, fissando la macchinetta del caffè vuota, chiede un miracolo di nicotina e caffeina.
Ricordo ancora quando, durante il mio primo esame di diritto romano (un incubo!), mi sono ritrovata a recitare mentalmente la lista della spesa. "Pane, latte, uova, corpus iuris civilis...". In quel momento, il corpus iuris civilis era tanto necessario quanto il pane per la cena! Magari non è una preghiera ortodossa, ma l'intenzione c'era: sopravvivere.
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La Preghiera come Rito Scaramantico
E poi ci sono i riti scaramantici. Ogni facoltà ha i suoi. Chi tocca la statua del fondatore, chi accarezza il quaderno fortunato, chi si veste sempre con lo stesso maglione (anche se puzza di naftalina). Questi gesti, spesso compiuti in segreto e con un'aria di colpa, sono vere e proprie preghiere travestite da superstizioni. Un modo per esorcizzare la paura del fallimento e aggrapparsi a qualcosa di tangibile.
La Santa Trinità dello Studente: Pizza, Internet, e la Preghiera "Aiutami Tu"
Ogni studente degno di questo nome venera una santa trinità: pizza (per sopravvivere agli attacchi di fame improvvisi), internet (per le ricerche last minute e per distrarsi, ovviamente), e la preghiera "Aiutami Tu", rivolta a chiunque sia in grado di ascoltare (Dio, Buddha, Einstein, la nonna, l'inventore del Wi-Fi...). Questa preghiera è semplice, diretta, e disperatamente sincera. Non richiede conoscenze teologiche o particolari posture. Basta il cuore (e magari una lattina di Red Bull).

La vera preghiera dello studente universitario non è un esercizio di fede, ma un atto di resilienza. È la capacità di trovare un barlume di speranza nel caos, di ridere delle proprie sventure, e di aggrapparsi alla convinzione che, in fondo, ce la si può fare. Anche se questo significa dormire tre ore a notte e nutrirsi esclusivamente di carboidrati.
Quindi, la prossima volta che vi troverete di fronte a un esame impossibile, a un professore incomprensibile, o a una macchinetta del caffè ostinatamente vuota, non disperate. Ricordatevi della preghiera dello studente universitario. Che sia una supplica sussurrata, un rito scaramantico, o semplicemente un pensiero positivo, l'importante è non perdere mai la speranza (e, possibilmente, trovare una presa di corrente).
