Preghiera Piccola Matita Del Cuore

Ammettiamolo, chi non ha mai sentito parlare della famosa "Preghiera Piccola Matita del Cuore"? Dai, quella che ti fa sentire in colpa se non sei costantemente impegnato a fare del bene.
Troppo Zucchero?
Ok, è caruccia, lo ammetto. Parla di essere una piccola matita, guidata dalla mano di Dio. Un'idea dolce, non c'è che dire. Ma... non vi sembra un po' troppo zuccherosa? Io, personalmente, dopo un po' rischio il diabete!
Sentiamoci liberi, per un attimo, di dire la verità. Non siamo tutti destinati a cambiare il mondo in modo epico. Forse siamo più portati a cambiare il pannolino a un nipote urlante. O a non litigare con il vicino per il posto auto. E va bene così!
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Ecco, l'ho detto! Un'opinione impopolare: forse, ma forse, la "Preghiera Piccola Matita del Cuore" mette troppa pressione. Ci fa sentire inadeguati se non siamo costantemente "piccole matite" al lavoro. E se invece volessimo essere... che so, un gomitolo di lana? Magari un po' aggrovigliato, ma pronto a scaldare qualcuno.
La Sindrome della Perfetta Matita
Il punto è questo: questa preghiera rischia di alimentare la sindrome della perfetta matita. Quella che ti fa sentire in colpa se non stai scrivendo capolavori ad ogni istante della tua vita. Ma dai! Non siamo tutti Leonardo Da Vinci!

A volte, essere una "piccola matita" significa semplicemente ascoltare un amico. O sorridere a uno sconosciuto. O non rispondere a quell'email irritante. Gesti piccoli, sì, ma forse più significativi di quanto pensiamo.
E poi, diciamocelo, la metafora della matita ha i suoi limiti. Cosa succede quando la matita si consuma? Diventiamo inutili? Assolutamente no! Magari diventiamo una gomma da cancellare, pronta a riparare gli errori degli altri. Oppure, ancora meglio, una temperamatite, capaci di affilare le idee altrui.
Non fraintendiamoci. L'intenzione alla base della preghiera è lodevole. Ci spinge a fare del bene, a metterci al servizio degli altri. Ma forse dovremmo interpretarla in modo più flessibile, più umano, più... nostro.

Magari, invece di cercare di essere perfette "piccole matite", potremmo semplicemente sforzarci di essere persone un po' migliori. Un po' più gentili, un po' più pazienti, un po' più... gomitoli di lana.
Perché, alla fine, ciò che conta davvero non è la perfezione della matita, ma l'amore con cui la usiamo. E l'amore, credetemi, non si misura a colpi di capolavori. Si misura a colpi di cuore.

E se proprio dobbiamo usare una metafora, preferisco quella del seme. Piccolo, insignificante, ma con un potenziale infinito. Basta piantarlo, annaffiarlo e dargli un po' di sole. Proprio come facciamo con le nostre azioni, giorno dopo giorno.
Allora, siete d'accordo? Meno pressione da "piccola matita" e più spazio per essere semplicemente... noi stessi. Con i nostri pregi, i nostri difetti e, soprattutto, con il nostro cuore.
