Ok, parliamoci chiaro. Nessuno vuole parlare della morte. È triste, è spaventosa, e poi, diciamocelo, è un po' macabra. Ma a volte, anche nel dolore più profondo, si trovano delle perle di saggezza, momenti buffi, o ricordi talmente belli da farti sorridere tra le lacrime.
Quando è venuto a mancare mio padre, Giovanni, è stato uno shock, ovviamente. Ma quello che è successo dopo è stato… particolare. Non dico che sia stato divertente, ma di sicuro, non è stato tutto lacrime e disperazione. C'erano anche risate, a volte isteriche, a volte piene di affetto.
Innanzitutto, c'è stata la questione dell'eredità. Papà era un collezionista di… cose. Diciamo che aveva un debole per gli oggetti di seconda mano, i mercatini delle pulci, e tutto ciò che altri avrebbero definito "spazzatura". Immaginatevi quindi l'effetto che ha fatto aprire il suo garage: un vero e proprio antro di Ali Baba, pieno di oggetti di ogni tipo. C'erano scatole piene di bulloni arrugginiti, vecchie radio che non funzionavano da decenni, e una quantità imbarazzante di cravatte a pois che non avrebbe indossato neanche Elton John nel suo periodo più eccentrico.
La ricerca del testamento (e delle cravatte a pois)
Trovare il testamento è stata un'odissea. Abbiamo frugato ovunque: sotto il materasso, dentro i libri (dove abbiamo trovato solo vecchie ricevute del supermercato e un biglietto della lotteria non vincente), persino dentro il vaso delle piante! Alla fine, l'abbiamo trovato nascosto dentro una custodia di violino… che non conteneva un violino, ovviamente, ma una collezione di bottoni vintage. Il testamento, però, c'era. Scritto a mano con una calligrafia illeggibile, ma c'era.
Il punto è che, mentre cercavamo il testamento, ci siamo imbattuti in così tanti oggetti che ci hanno riportato alla mente ricordi di Giovanni. "Oh, guarda, questa è la radio che aggiustò quando ero piccolo!" esclamava mia sorella. "E queste sono le cravatte che indossava quando andava a pesca!" aggiungevo io, cercando di trattenere le risate. Ogni oggetto era un pezzo della sua storia, un piccolo tassello del mosaico della sua vita.
+70 Frasi per un PADRE MORTO - Belle e toccanti!
Le ultime volontà (un po' strambe)
Il testamento, una volta decifrato, si è rivelato… originale. Papà aveva lasciato istruzioni precise per il funerale. Niente lacrime, aveva scritto. Solo musica jazz, un brindisi con il suo vino preferito, e una proiezione di vecchi filmini di famiglia. E poi, la parte più strana: aveva chiesto che le sue cravatte a pois fossero donate a un clown di un ospedale pediatrico. "Perché la risata è la miglior medicina," aveva scritto. Impossibile non sorridere.
"Ricordatevi di ridere, anche quando la vita vi presenta il conto. E non prendetevi troppo sul serio. La vita è troppo breve per essere tristi." - Giovanni
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Il funerale è stato tutto quello che papà aveva voluto. Musica jazz, risate, un brindisi commosso, e la proiezione dei filmini, che hanno scatenato un'ondata di ricordi e aneddoti divertenti. E sì, anche un po' di lacrime, ma erano lacrime di gioia e di affetto.
Alla fine, la morte di Giovanni, per quanto dolorosa, si è trasformata in una celebrazione della sua vita. Abbiamo imparato che anche nel lutto si può trovare spazio per la leggerezza, per l'umorismo, e per l'amore. E che, a volte, le cose più preziose si nascondono proprio tra le cravatte a pois e i bulloni arrugginiti.
E, a proposito, sapete cosa? Il clown dell'ospedale pediatrico è stato felicissimo di ricevere le cravatte. Anzi, le ha subito indossate tutte insieme, diventando ancora più buffo e facendo ridere a crepapelle i bambini. Papà avrebbe apprezzato.