S. Giorgio E Il Drago

Un Cavaliere, un Drago... e un Concorso di Popolarità?!
Ah, San Giorgio e il Drago! Chi non conosce questa storia? Cavaliere impavido, creatura sputafuoco, fanciulla in pericolo... sembra uscita da un film d'azione medievale. Ma scaviamo un po' più a fondo, perché c'è molto più di un semplice "lui salva lei" dietro a questa leggenda.
La Star dello Spettacolo: San Giorgio
Partiamo con San Giorgio. Non era un cavaliere qualsiasi, eh! Era un soldato romano, mica uno che si accontentava di lucidare l'armatura. Convertito al Cristianesimo in un'epoca in cui era decisamente impopolare, Giorgio non si tirò indietro. Coraggio da vendere, insomma. Ma perché proprio lui a combattere il drago?
Ecco, qui entrano in gioco le varie versioni della storia. Alcune dicono che il drago terrorizzava una città, Silene, in Libia. Altre spostano l'azione in Cappadocia. Insomma, il drago era un rompiscatole cosmico ovunque fosse! E la gente, ovviamente, era terrorizzata.
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Il Drago: Cattivo, ma Forse un po' Incompreso
Parliamo del drago. Bestione con squame lucenti, ali di pipistrello e alito che scioglie il ferro. Il classico cattivo? Forse sì, ma pensiamoci un attimo: magari era solo affamato! Ok, d'accordo, mangiava persone... ma forse era una questione di gusti! Scherzi a parte, il drago rappresentava il male, la paura, tutto ciò che teneva la gente in ostaggio.
La Principessa: Non Solo una Donzella da Salvare
Poi c'è la principessa. Di solito ce la immaginiamo legata a una roccia, in lacrime, in attesa del principe azzurro. Ma nella storia di San Giorgio, la principessa non è solo una vittima. Spesso è descritta come una ragazza coraggiosa, che affronta il suo destino con dignità. Non si limita ad aspettare di essere salvata; è parte attiva della storia.

E qui arriva il bello. San Giorgio, vedendo la principessa destinata al drago, decide di intervenire. Non lo fa per gloria o ricompensa (beh, forse un po' di gloria non guastava!), ma per senso di giustizia. Affronta il drago, lo sconfigge (di solito con una lancia, ma a volte anche con la sola forza della fede) e salva la città. Ma non finisce qui...
La Morale (e un Tocco di Marketing Ante Litteram)
Dopo aver ucciso il drago, San Giorgio non si limita a dire "prego, figurati". No! Approfitta dell'occasione per predicare la fede cristiana. E, incredibile ma vero, la gente si converte in massa! Un vero e proprio "effetto San Giorgio"! Possiamo quasi immaginarlo con un microfono e un PowerPoint, che spiega i vantaggi di credere in Dio.

Insomma, la storia di San Giorgio e il Drago è molto più di una semplice favola. È un racconto di coraggio, fede, giustizia... e anche un po' di sano spirito imprenditoriale. La prossima volta che vedete un'immagine di San Giorgio che uccide il drago, ricordatevi che dietro c'è una storia complessa, piena di sfumature e, perché no, anche un po' divertente.
Magari il drago aveva solo bisogno di un abbraccio (e un hamburger). Chi lo sa?

"Il coraggio non è l'assenza di paura, ma la capacità di vincerla." - Probabilmente detto da San Giorgio (o da qualcuno che voleva sembrare lui).
